linguaggio

News

Perdita uditiva e nuovo inizio: una storia personale

Mélanie Augsburger, originaria di Neuchâtel, vive a Dombresson e ha un percorso ispirante legato alla perdita uditiva. All’età di 20 anni le è stata diagnosticata una perdita uditiva bilaterale del 50%, che è progredita nel corso degli anni. Per molto tempo ha vissuto con vergogna e ansia di fronte a questa condizione, continuando però la sua vita quotidiana e professionale con grande impegno. Dopo una sordità totale e due impianti cocleari, oggi si trova in un intenso processo di riapprendimento dei suoni e del linguaggio. Attraverso il suo libro «La mia sordità… benvenuti nel mio mondo», desidera sensibilizzare sulle sfide di una disabilità invisibile e favorire una maggiore comprensione.

Nell’intervista seguente, Mélanie Augsburger racconta il suo percorso personale, le sfide della vita quotidiana e la sua esperienza con gli impianti cocleari.

Ha scritto un libro sulla sua esperienza come persona sorda – cosa l’ha motivata?
Quando sono diventata completamente sorda, mi sono sentita ispirata a sensibilizzare il mondo su questa disabilità invisibile, di cui le persone udenti non sempre comprendono la complessità.

In concreto, come ha influenzato la sua vita quotidiana la perdita uditiva?
Poco a poco mi sono isolata dal mondo, evito le persone e gli ambienti rumorosi e affollati. La paura di non sentire e di non capire mi provoca molta ansia.

Quali situazioni o ostacoli sono stati i più difficili per lei?
Penso che il peggio sia iniziato con il COVID. Lavoro in un negozio, alla reception, a contatto continuo con i clienti. Mascherine e plexiglass erano ovunque: per me è stata una vera discesa agli inferi. In quel periodo la mia perdita uditiva era già molto grave e i miei apparecchi non erano più adatti. Anche a casa, con i miei figli e il mio compagno, la situazione era molto difficile e ho iniziato a sentirmi estremamente stanca.

Come comunica oggi e cosa la aiuta di più?
Oggi ho impianti cocleari bilaterali, l’operazione è stata un successo completo. Ho i migliori risultati in Svizzera, ben al di sopra della media. Tuttavia continuo a usare la lettura labiale, che mi aiuta molto nelle conversazioni di gruppo e negli ambienti rumorosi.

Che tipo di contatti ha con persone sorde?
Da quando ho scritto il mio libro, ho sempre più contatti con persone deboli d’udito e sorde. Mi fa molto bene sentirmi compresa e sostenuta da persone «come me», per così dire.

Può immaginare di imparare la lingua dei segni?
Per ora comunico abbastanza bene con i miei impianti e nessuno nel mio ambiente usa la lingua dei segni. Se fosse necessario, la imparerei senza esitazione e la farei imparare anche alle persone intorno a me.

Quale messaggio desidera trasmettere ad altre persone attraverso la sua storia?
Nonostante i miei ottimi risultati, sono mentalmente estremamente stanca. Vorrei sensibilizzare il maggior numero possibile di persone su questa disabilità poco conosciuta e invisibile, perché spesso non si comprende tutta la complessità del problema. Penso che nel mio libro sia descritto molto bene tutto ciò che riguarda la sordità.

Pubblicato su 28 Aprile 2026