Rapporto sulla discriminazione 2025: i problemi strutturali persistono
Anche nel 2025 le persone sorde e deboli d’udito in Svizzera sono state discriminate in ambiti centrali della vita. I modelli ricorrenti dimostrano che, nonostante chiare disposizioni giuridiche, la parità non è ancora garantita in molti casi.
La Federazione svizzera dei sordi SGB-FSS pubblica il suo rapporto sulla discriminazione 2025 e richiama l’attenzione sulle persistenti disparità strutturali. I 135 casi segnalati rappresentano esempi concreti di discriminazioni che le persone sorde e deboli d’udito vivono nella vita quotidiana, nonostante il divieto di discriminazione sancito dalla Costituzione federale, la legge sull’uguaglianza delle persone con disabilità e dalla Convenzione UNO sui diritti delle persone con disabilità.
Le discriminazioni riguardano con particolare frequenza il mercato del lavoro. Candidate e candidati qualificati vengono respinti dopo che emerge la loro sordità oppure perdono il posto di lavoro perché i luoghi di lavoro non vengono adattati e le necessarie prestazioni di interpretariato in lingua dei segni mancano o non sono finanziate in misura sufficiente. Anche le persone già impiegate subiscono pressioni quando la comunicazione non è organizzata in modo accessibile.
Nel settore dell’istruzione emerge un problema altrettanto ricorrente: le misure di compensazione degli svantaggi durante gli esami vengono negate o concesse solo in modo insufficiente, sebbene siano previste dalla legge. Senza un’adeguata interpretazione e una proroga del tempo, le prestazioni d’esame non possono essere valutate in modo equo, con conseguente svantaggio sistematico.
Anche il finanziamento degli ausili e delle prestazioni di sostegno presenta notevoli ostacoli. Le richieste di misure necessarie, come la promozione della lingua dei segni in ambito familiare o le indennità di accompagnamento per bambini sordi, vengono ripetutamente respinte dall’AI, nonostante vi sia un chiaro fabbisogno supplementare. Le decisioni si basano spesso su criteri formali e test dell’udito, senza considerare adeguatamente la reale comprensione linguistica e il carico assistenziale. Questa prassi comporta svantaggi sistematici e viola il diritto dei bambini sordi alla promozione e alla parità di opportunità.
Particolarmente gravi sono anche le barriere di accesso nel settore sanitario. Manca tuttora una regolamentazione chiara e uniforme per l’assunzione dei costi delle prestazioni di interpretariato in lingua dei segni durante visite mediche e ricoveri ospedalieri. Per le persone interessate ciò significa incertezza, comunicazione limitata e, in alcuni casi, rischi significativi per l’assistenza sanitaria.
Il rapporto 2025 si inserisce in una documentazione pluriennale e i modelli ricorrenti mostrano chiaramente che la problematica è nota da anni, ma che finora non sono state attuate soluzioni strutturali efficaci.
La Federazione svizzera dei sordi chiede, tra l’altro:
• il riconoscimento giuridico e la promozione delle lingue dei segni
• una base legale chiara per l’assunzione dei costi delle prestazioni di interpretariato in lingua dei segni nel settore sanitario
• l’ampliamento e un finanziamento adeguato delle prestazioni di interpretariato, in particolare sul posto di lavoro
• standard minimi vincolanti per le misure di compensazione degli svantaggi nel settore dell’istruzione

Contatto per richieste dei media:
Ben Jud
Portavoce
Federazione Svizzera dei Sordi SGB-FSS
+41 79 665 36 54 / b.jud@sgb-fss.ch
Pubblicato su 17. Febbraio 2026