Storia della lingua dei segni in breve
Da Socrates a Stokoe: pietre miliari nella storia della lingua dei segni.

Antichità
Filosofi come Platone e Socrate menzionano nei loro scritti (Platone, Cratilo 422e–423a) che le persone sorde comunicano attraverso segni.
IV secolo
San Girolamo afferma che i sordi possono imparare il Vangelo grazie ai segni.
XVI secolo
In Spagna il monaco francescano Melchior de Yerba pubblica il più antico alfabeto delle dita mai rinvenuto e il monaco benedettino Pedro Ponce de Leon è il primo a riportare i risultati della sua educazione con bambini sordi.
XVIII secolo
In Francia l’Abbé de l’Epée fonda la prima scuola per bambini sordi, in cui si insegna con i segni. Nel 1817 un allievo dell’Abbé, Laurent Cler, fonda la prima scuola per sordi in America.
XIX secolo
Al cosiddetto Congresso di Milano del 1880 i pedagoghi (udenti) decidono di vietare la lingua dei segni in Europa. Gli insegnanti insistono nell’imporre – con molta fatica – la lingua orale agli allievi sordi, piuttosto che trasmettere loro il sapere in lingua dei segni.
XX secolo
Il divieto della lingua dei segni rimane in vigore in Europa fino agli anni ‘80, con conseguenze disastrose per i sordi. In America, d’altra parte, la linguistica inizia a interessarsi alle lingue dei segni. Negli anni ‘60 William Stokoe dimostra che la lingua dei segni americana ha una sua grammatica e una sua struttura e può essere considerata una lingua a tutti gli effetti.

Diffusione delle lingue dei segni 
Abbé de l’Eppée
Pubblicato su 30. Marzo 2021